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Assicurazioni

Sul mercato sono presenti assicurazioni che coprono i rischi legati agli eventi naturali, guasti o danni di terzi. Spesso la sottoscrizione di una polizza assicurativa è richiesta dalle banche per concedere il finanziamento di un impianto fotovoltaico. Il premio dell'assicurazione è nell'ordine dei 10-20 euro annui per kWp installato (in media 30-60 euro all'anno per un impianto domestico).
Una formula diffusa è quella "all risks", per cui è coperto tutto ciò che non è escluso.
Si tratta di una copertura "property" di base corredata da garanzie opzionali che indennizzano in caso di: a) guasto macchine e/o fenomeno elettrico, per i danni dovuti, ad esempio, agli errori di fabbricazione e di progetto, ai vizi di materiale, alle sovratensioni elettriche; b) atti di terzi, come il furto, gli atti vandalici e dolosi, atti di terrorismo e sabotaggio; c) danni indiretti per le perdite pecuniarie derivanti dalla mancata o ridotta produzione di energia elettrica durante il periodo di inattività totale o parziale dell'impianto causato da un danno indennizzabile ai termini della garanzia danni diretti.

Condominio

Installare un impianto fotovoltaico su un condominio, eventualmente utilizzando parti in comune, è possibile previa l'autorizzazione dell'assemblea condominiale: «l'installazione di un impianto fotovoltaico di cui all'articolo 8, della legge 10/91, è considerata un intervento volto al contenimento del consumo energetico, sicché può essere approvata dall'assemblea con la maggioranza semplice delle quote millesimali, a norma dell'articolo 26, comma 2, legge 10/91, come novellato dall'articolo 7, comma 1-bis, Dlgs 311/2006». A detta dell'esperto: «Si tenga presente che, secondo l'opinione dei primi commentatori, tale "maggioranza semplice delle quote" dovrebbe identificarsi con la maggioranza di cui all'articolo 1136, terzo comma, Codice civile (maggioranza di un terzo delle quote). A nostro giudizio, l'intervento può essere configurato come una innovazione gravosa, sicché potranno applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 1121, Codice civile, con l'effetto di instaurare una comunione parziale tra i soli condomini che hanno sopportato le spese dell'intervento. Per l'accensione di un mutuo, garantito da ipoteca, a norma dell'articolo 1108, Codice civile, occorrono le maggioranze per le innovazioni, di cui all'articolo 1136, comma 5, Codice civile. Quanto all'eventuale violazione del decoro architettonico dell'edificio, ai sensi dell'articolo 1120, comma 2, Codice civile, occorrerà un accertamento relativo allo stato dei luoghi, riferito all'impatto dell'intervento sull'aspetto estetico dell'edificio».

Durata

La durata di un impianto fotovoltaico è di 25-30 anni. Una manutenzione straordinaria è necessaria dopo 10-15 anni. L'incentivo Conto energia dura invece 20 anni. Alla fine del periodo incentivante in Conto energia, l'impianto fotovoltaico continuerà ad avere diritto della remunerazione economica derivante dall'esercizio commerciale in regime di "Scambio sul posto" – deliberazione ARG/elt 74/2008 o in regime di ritiro dedicato – deliberazione AEEG 280/07

Efficienza

Un impianto fotovoltaico con il passare degli anni perde efficienza, per l'invecchiamento dei materiali, dai moduli all'inverter alla componentistica di cablaggio. La perdita di efficienza dipende dalla qualità dei materiali e dovrebbe essere inferiore all'1% annuo per non ridurre troppo la producibilità totale nell'arco di 30 anni. Il simulatore pone come media una perdita dello 0,5% annuo.

Finanziamento

Le banche offrono numerosi finanziamenti specifici per gli impianti fotovoltaici. Ad agevolare il nascere di questi prodotti è stato l'accordo tra il GSE e diversi istituti finanziari, che permette di utilizzare il bonus pubblico (Conto energia) per garantire il rimborso del prestito. Questa forma di garanzia si chiama "cessione del credito".

GSE

Il GSE (ex GRTN società Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale S.p.a.) è il soggetto di riferimento per il Conto energia, l'incentivo per il solare fotovoltaico. A questa società pubblica bisogna mandare la domanda di incentivazione e da essa arriva la remunerazione dell'energia prodotta.Più in generale, il GSE è la holding pubblica che opera per la promozione e lo sviluppo sostenibile in Italia attraverso l'erogazione degli incentivi economici destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili La società è interamente posseduta dal ministero dell'Economia e delle Finanze, mentre gli indirizzi strategici e operativi sono definiti dal ministero dello Sviluppo Economico. Il GSE è capogruppo delle società Acquirente Unico e Gestore del Mercato Elettrico

Girasole

Gli impianti a inseguimento (o girasole) consistono in sistemi che permettono al modulo di seguire il Sole nel moto apparente sulla volta celeste. In questo modo si hanno dei rendimenti maggiori, che variano a seconda del tipo di impianto (dal 10 al 30%). Anche i costi, tuttavia, aumentano. Un secondo inconveniente è la necessità di uno spazio maggiore rispetto ai sistemi fissi, per evitare l'ombreggiamento. Per un impianto domestico da 2,8 kWp la superficie lorda passa infatti dai 46 metri quadrati di un impianto fisso ai 98 di uno a inseguimento.

Impianto

Un impianto fotovoltaico si compone di moduli o pannelli fotovoltaici (in silicio mono o policristallino o con tecnologia di tipo "film sottile"), che pesano per circa il 65% sull'investimento complessivo. I moduli fotovoltaici sono formati da un certo numero di celle elettricamente collegate in serie, così da formare un unico componente. Collegando in serie più moduli si costituisce una stringa che, collegata in parallelo insieme ad altre stringhe, forma un sottocampo. L'insieme dei sottocampi costituisce il generatore fotovoltaico. Altre componenti dell'impianto sono la struttura di sostegno per installare i moduli, un inverter e i quadri elettrici, cavi di collegamento e locali tecnici per l'alloggiamento delle apparecchiature. Attualmente in Italia sono installati circa 40mila impianti, per una potenza complessiva di 500 MW.

Integrazione architettonica

Gli impianti fotovoltaici possono essere non integrati architettonicamente (Nia), parzialmente integrati (Pia) o integrati (Ia). Maggiore è l'integrazione, maggiori sono gli incentivi accordati dal Conto energia. Semplificando, un impianto è detto integrato architettonicamente se si inserisce in un edificio, per esempio se fa parte del tetto. È parzialmente integrato (la casistica più diffusa) se i moduli sono appoggiati sul tetto. Non è integrato nel caso di impianti a terra o su tetti piani. Una guida agli interventi validi ai fini del riconoscimento dell'integrazione architettonica del fotovoltaico è stata messa a punto del GSE.

Luce

Per misurare l'intensità della luce si usa la nozione di irraggiamento. Corrisponde alla radiazione solare istantanea incidente sull'unità di superficie. Si misura in kW/m2. L'irraggiamento rilevabile all'Equatore, a mezzogiorno e in condizioni atmosferiche ottimali, è pari a circa 1.000 W/m2. Una misura dell'irraggiamento nel proprio comune si può ottenere consultando l'atlante italiano della radiazione solare dell'Enea o altri software.

Ombra

L'ombreggiamento è una delle cause di perdita di efficienza di un impianto fotovoltaico. Ci sono due tipi di ombreggiamento: quelli "clinometrici", dovuti alla presenza di colline, montagne, alberi, edifici, posti a una distanza sufficientemente grande da ritenere che i loro effetti siano uguali per ogni modulo che compone l'impianto. Gli ombreggiamenti locali sono dovuti alla presenza di alberi, edifici, pali, fili, antenne, comignoli eccetera, posti a piccola distanza dal campo fotovoltaico. In questo caso l'ombreggiamento non è omogeneo ma va a concentrarsi su pochi moduli o parte di essi. Gli effetti possono essere più gravi rispetto a quelli degli ombreggiamenti clinometrici. Il calcolo della perdita dell'efficienza non è facile, perché gli effetti sono molto variabili a seconda di come impatta l'ombra. Sono disponibili dei software simulatori appositi.

Quanto produce

Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza nominale, con orientamento e inclinazione ottimali e assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di "inseguimento" del sole, in Italia il GSE stima le seguenti producibilità annue massime: regioni settentrionali 1.000 – 1.100 kWh/anno; regioni centrali 1.200 – 1.300 kWh/anno; regioni meridionali 1.400 – 1.500 kWh/anno.

Rendimento economico

Secondo uno studio del Politecnico di Milano, il tasso interno di rendimento (Tir) medio a 25 anni di un impianto domestico è del 9%. Per fare un confronto, il rendimento di un Btp a 25 anni è oggi del 4%. La convenienza del fotovoltaico è quindi ancora forte. Considerando il punto di vista di un'azienda medio-grande in un impianto fotovoltaico, da 1.000 MW di potenza e 5 milioni di euro di costo, uno studio dell'Università Bocconi ha stimato il tasso interno di rendimento (Tir o Irr) tra il 8,8 e il 7,5% a seconda della quota di autoconsumo. Il rendimento, infatti, è tanto maggiore quanto è più alta la percentuale di consumo interno dell'energia prodotta. Considerando i grandi impianti, tuttavia, maggiori ritorni si hanno investendo in eolico, mini-idroelettrico e biomasse. Il recupero dell'investimento si ha in 10-11 anni ma varia a seconda della latitudine.

Spazio

Considerando un impianto domestico da 2,8 kWp, l'area occupata dai soli moduli è di 20 metri quadrati per i moduli a silicio monocristallino, 25,5 per quelli in silicio policristallino e 56 metri quadrati per quelli in silicio amorfo (film sottile). L'area lorda, invece, considerando un tetto a falda è rispettivamente di 22, 28 e 61 metri. Se invece si vuole utilizzare un tetto piano o porre gli impianti a terra, le cifre dell'area lorda salgono a 46 metri quadrati per il monocristallino, 58,5 per il policristallino e 128,8 per l'amorfo. Se si ricorre a pannelli a inseguimento, bisogna invece calcolare un'area lorda, per il monocristallino, di 98 metri quadrati.

Ultimi mesi?

L'attuale sistema di incentivi non è destinato a durare per molto. Con il Nuovo Conto Energia (Dm 19/02/07) il precedente tetto annuo di potenza incentivabile è stato sostituito da un limite massimo cumulato, pari a 1.200 MW. Si calcola che questa quota potrebbe essere toccata nella seconda metà del 2010. Gli impianti che entreranno in esercizio entro 14 mesi dalla data di raggiungimento del limite potranno comunque beneficiare delle tariffe incentivanti. L'attuale meccanismo dopo il superamento della soglia potrà essere rivisto.

Wp e Wh

Il watt di picco (Wp) è l'unità di misura per indicare la potenza che un dispositivo fotovoltaico può produrre in condizioni standard di funzionamento (irraggiamento di 1.000 W/m2 e temperatura di 25 gradi). Il wattora (Wh) è invece un'unità di misura dell'energia prodotta: equivale a un Watt per un'ora. Un impianto fotovoltaico domestico ha una potenza di circa 3 kWp. La producibilità annua di un impianto è compresa tra i 1.000 e i 1.500 kWh per kWp installato a seconda della latitudine.

Zero emissioni

Un impianto fotovoltaico domestico da 2,8 kWp, producendo circa 4.000 kWh all'anno, evita di immettere nell'atmosfera circa 2.750 kg di CO2 all'anno e 55 tonnellate in 20 anni. Si evitano anche 6,1 kg di NOx all'anno.

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